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A proposito di emozioni

di (23/02/2006 - 12:11)

A volte però le emozioni si possono cronometrare. Quando si ascolta una canzone, per esempio. Generalmente in questo caso non è nemmeno necessario, visto che la durata delle canzoni è scritta sulla copertina dei cd. Quanti di voi ricordano il momento esatto in cui hanno ascoltato una canzone che li ha colpiti? Penso che siamo davvero tanti.

Io ricordo ancora quando per la prima volta ho ascoltato una canzone di Pino Daniele e porto con me quel ricordo nel cuore. La canzone era "Quanno chiove", dell'album "Nero a metà", inizio anni '80 (l'amico Cocò saprà essere più preciso  ).

Era una mattina di fine estate ed ero in vacanza. Stavo a casa di mio cugino e dalla sua finestra si vedeva il cielo nero, il mare nero che copriva quasi interamente la spiaggia, il vento che muoveva gli alberi. Con la cuffietta alle orecchie il pezzo è cominciato lieve. E' stata davvero una folgorazione: quella musica, quelle parole ... il tutto insieme all'immagine che avevo davanti agli occhi. Quel pezzo insieme agli altri di quell'album mi hanno fatto amare questo cantautore che fino ad allora avevo stupidamente snobbato.

A volte quindi si può cronometrare un'emozione!

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Quanto dura un'emozione

di (13/02/2006 - 23:59)

Non ho contato i secondi che sono passati da quando la palla si è staccata dal piede di Del Piero, è volata sulla barriera e si è insaccata nell'angolo alto alla sinistra del portiere dell'Inter. Ma di certo in quell'attimo sono racchiuse diverse sensazioni: attesa, speranza ed infine stupore.

Non mi capita spesso di vedere le partite della mia Juventus. Non mi va di passare pomeriggi o serate incollato al televisore. Sì, faccio tanto il distaccato, però poi mi appassiono. E domenica sera sono andato a casa di mio suocero a guardare quella partita, temendo di trascorrere una serata non propriamente felice. Invece piano piano abbiamo preso coraggio sia io che lui ed al primo gol, davvero spettacolare, abbiamo cominciato a sperare nella vittoria. Poi c'è stato il pareggio prevedibile.

Fino a quel momento quando Alex ha guardato la porta ed il pallone. Attimi concitati nell'area, nella barriera. L'attesa che c'era nello stadio c'era anche a casa. Parte la sua breve rincorsa e calcia. La palla sta per qualche secondo in aria e poi si infila nel sette.

Ma quanti secondi sono passati? Si può cronometrare un'emozione?

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Amo la radio

di (02/02/2006 - 00:10)

Diceva Eugenio Finardi che "con la radio si può scrivere leggere o cucinare/non c'è da stare immobili seduti lì a guardare/e forse è proprio per questo che me la fa preferire:/è che con la radio non si smette di pensare" ed io sono proprio d'accordo con lui.

Passo la mia giornata con una piccola radio accesa sulla scrivania del mio studio, sintonizzata sempre sulle stesse frequenze. Mi fa compagnia. Mi fanno compagnia le voci note degli speaker, la musica non eccessivamente "moderna", le notizie date ogni mezz'ora. Insomma mentre lavoro fa da sottofondo a tutti i numeri che leggo, a tutte le carte che passano dalla mia scrivania (e troppo spesso vi si fermano). Mi capita spesso di stare soprapensiero, preso da qualche numero, e sentire una canzone che mi piace: allungo la mano ed alzo il volume, lasciando stare quello che stavo facendo.

Oggi ho vissuto un attimo di vera emozione: hanno trasmesso in anteprima il singolo tratto dal nuovo album di De Gregori. Chi mi conosce sa che quando ascolto De Gregori si azzera il mio spirito critico(l'ho scritto anche qualche settimana fa) e quell'attimo è passato velocemente, tanto velocemente da non essermi reso conto. Insomma ho avuto l'impressione di non essermi gustato la canzone, di non aver sentito le parole, di non aver ascoltato la musica. Penso di non essere stato il solo: la speaker ha dovuto più volte sottolineare che quello era sì il nuovo pezzo di De Gregori, e che non lo avrebbero passato un'altra volta a breve.

Non mi resta che aspettare domani mattina quindi per poterlo riascoltare.

Amo la radio perchè arriva tra la gente/ entra nelle case, ti parla direttamente/ e se una radio è libera, ma libera veramente/ mi piace anche di più perchè libera la mente.

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