Amo la radio
Diceva Eugenio Finardi che "con la radio si può scrivere leggere o cucinare/non c'è da stare immobili seduti lì a guardare/e forse è proprio per questo che me la fa preferire:/è che con la radio non si smette di pensare" ed io sono proprio d'accordo con lui.
Passo la mia giornata con una piccola radio accesa sulla scrivania del mio studio, sintonizzata sempre sulle stesse frequenze. Mi fa compagnia. Mi fanno compagnia le voci note degli speaker, la musica non eccessivamente "moderna", le notizie date ogni mezz'ora. Insomma mentre lavoro fa da sottofondo a tutti i numeri che leggo, a tutte le carte che passano dalla mia scrivania (e troppo spesso vi si fermano). Mi capita spesso di stare soprapensiero, preso da qualche numero, e sentire una canzone che mi piace: allungo la mano ed alzo il volume, lasciando stare quello che stavo facendo.
Oggi ho vissuto un attimo di vera emozione: hanno trasmesso in anteprima il singolo tratto dal nuovo album di De Gregori. Chi mi conosce sa che quando ascolto De Gregori si azzera il mio spirito critico(l'ho scritto anche qualche settimana fa) e quell'attimo è passato velocemente, tanto velocemente da non essermi reso conto. Insomma ho avuto l'impressione di non essermi gustato la canzone, di non aver sentito le parole, di non aver ascoltato la musica. Penso di non essere stato il solo: la speaker ha dovuto più volte sottolineare che quello era sì il nuovo pezzo di De Gregori, e che non lo avrebbero passato un'altra volta a breve.
Non mi resta che aspettare domani mattina quindi per poterlo riascoltare.
Amo la radio perchè arriva tra la gente/ entra nelle case, ti parla direttamente/ e se una radio è libera, ma libera veramente/ mi piace anche di più perchè libera la mente.







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